Psicoterapia Breve Focale:
Se anche tu ti stai chiedendo perché la Psicoterapia Breve Focale
funziona così bene per tutti i miei pazienti, ecco la spiegazione:
semplicemente perchè
- malgrado sia Breve, la Psicoterapia Focale Analitica cura le cause
del conflitto e non solo il sintomo, di modo che i risultati
sono stabili e radicali
(al contrario di altre Terapie Brevi che tolgono il sintomo e
lasciano intatta la causa che produrrà altri sintomi);
- si lavora su di un Focus con cui ci si accorda con il paziente
(il Focus è un conflitto attuale che rimanda ad un conflitto infantile);
- si pone un termine e questo fa sì che scompaia ogni timore di dipendenza;
- la posizione faccia a faccia offre al paziente maggior senso di
controllo sulla situazione.
Alla prossima!
Gianna Porri
risolvidisagi@gmail.com
Guarire si può! Il blog di Gianna Porri, Specialista di Psicoterapia Breve Focale
Risultati stabili con poche sedute: l'unica Psicoanalista esperta di Terapia Breve Focale a Roma con esperienza ventennale.
lunedì 2 maggio 2011
martedì 22 giugno 2010
DALLA DISPERAZIONE ALLA SINDROME ANSIOSA DEPRESSIVA - Terza parte
...
Finalmente posso cominciare ad indagare sull' infanzia di Sandro per capire questa non risoluzione del lutto.
Sandro mi racconta di aver perso il padre a 6 anni e che la madre gli aveva detto che era partito per un lungo viaggio e che un giorno sarebbe tornato, scopro così che non ha potuto farsi il lutto della morte del padre che ancora incosciamente aspetta, così come aspetta il ritorno del figlio e che, nel suo profondo, c’era la fantasia che i cari non muoiono, ma partono e poi tornano e così lui aspetta inconsciamente il ritorno del figlio.
Dico a Sandro che i lutti sono 2 ecco perché non è riuscito ad elaborarli, Sandro annuisce e comincia a piangere la morte del padre e parla di come si sia sentito sperduto e solo e come avesse atteso che il papà finalmente tornasse.
Io gli dico che il suo è il dolore che può provare un bambino di 6 anni che non ha mezzi per farvi fronte, ma che adesso è adulto e può usare questi mezzi per seppellire finalmente i suoi morti.
Passiamo diverse sedute su questo argomento, quando Sandro improvvisamente comincia a parlare della moglie, di come non l’abbia mai tradita e anzi, abbia mandato via la segretaria che in un viaggio aveva bussato alla porta della sua camera.
Io mi sento sempre più commossa e affezionata a questa bella persona così duramente colpita, ce la metto tutta a fargli notare come abbia ancora un affetto prezioso e non sia solo nel suo dolore e che non deve aver paura di appoggiarsi alla moglie, come lei si appoggerà a lui e che il loro amore trionferà sulla morte.
Dopo qualche seduta Sandro smette di piangere, dice di aver parlato alla moglie e che si sono stretti in un abbraccio, l’ansia sul lavoro è diminuita e il dolore è meno aspro.
Posso ora lavorare sulla sua ansia di non essere più capace di svolgere i compiti lavorativi, che invece svolge benissimo e di come possa confrontarsi con il dolore senza rimanerne schiacciato.
Mano a mano che lavoriamo Sandro smette di piangere, cambia postura, riferisce che l’ansia è passata e che comincia di nuovo a vedere la vita bella. Possiamo fissare un termine per l’analisi che si utilizzerà per consolidare i successi raggiunti.
Sandro è soddisfatto e mi ringrazia calorosamente, io gli dico che siamo stati in 2 e che anche lui è stato molto bravo.
Alla fine dell’analisi saluto un altro uomo, eretto, sicuro di sé e sorridente, ci stringiamo la mano soddisfatti dei risultati raggiunti.
Finalmente posso cominciare ad indagare sull' infanzia di Sandro per capire questa non risoluzione del lutto.
Sandro mi racconta di aver perso il padre a 6 anni e che la madre gli aveva detto che era partito per un lungo viaggio e che un giorno sarebbe tornato, scopro così che non ha potuto farsi il lutto della morte del padre che ancora incosciamente aspetta, così come aspetta il ritorno del figlio e che, nel suo profondo, c’era la fantasia che i cari non muoiono, ma partono e poi tornano e così lui aspetta inconsciamente il ritorno del figlio.
Dico a Sandro che i lutti sono 2 ecco perché non è riuscito ad elaborarli, Sandro annuisce e comincia a piangere la morte del padre e parla di come si sia sentito sperduto e solo e come avesse atteso che il papà finalmente tornasse.
Io gli dico che il suo è il dolore che può provare un bambino di 6 anni che non ha mezzi per farvi fronte, ma che adesso è adulto e può usare questi mezzi per seppellire finalmente i suoi morti.
Passiamo diverse sedute su questo argomento, quando Sandro improvvisamente comincia a parlare della moglie, di come non l’abbia mai tradita e anzi, abbia mandato via la segretaria che in un viaggio aveva bussato alla porta della sua camera.
Io mi sento sempre più commossa e affezionata a questa bella persona così duramente colpita, ce la metto tutta a fargli notare come abbia ancora un affetto prezioso e non sia solo nel suo dolore e che non deve aver paura di appoggiarsi alla moglie, come lei si appoggerà a lui e che il loro amore trionferà sulla morte.
Dopo qualche seduta Sandro smette di piangere, dice di aver parlato alla moglie e che si sono stretti in un abbraccio, l’ansia sul lavoro è diminuita e il dolore è meno aspro.
Posso ora lavorare sulla sua ansia di non essere più capace di svolgere i compiti lavorativi, che invece svolge benissimo e di come possa confrontarsi con il dolore senza rimanerne schiacciato.
Mano a mano che lavoriamo Sandro smette di piangere, cambia postura, riferisce che l’ansia è passata e che comincia di nuovo a vedere la vita bella. Possiamo fissare un termine per l’analisi che si utilizzerà per consolidare i successi raggiunti.
Sandro è soddisfatto e mi ringrazia calorosamente, io gli dico che siamo stati in 2 e che anche lui è stato molto bravo.
Alla fine dell’analisi saluto un altro uomo, eretto, sicuro di sé e sorridente, ci stringiamo la mano soddisfatti dei risultati raggiunti.
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