lunedì 8 dicembre 2008

La Depressione

La depressione è una reazione normale agli eventi della vita, quante volte sentiamo dire "Oggi sono depresso" tutti abbiamo sperimentato questo tipo di depressione, un lutto, la perdita di un lavoro, di un amore ecc... procurano il cosidetto "Umore nero" Questo non impedisce però al soggetto di svolgere i normali compiti della vita, anche se avverte più fatica e tende ad isolarsi fino a che dura la depressione.

Esiste però una depressione patologica che impedisce quasi ogni attività, il soggetto è estremamente stanco, piange senza motivo all'improvviso, diminuiscono appetito e desiderio di avere rapporti sessuali, il sonno è disturbato, si può avere insonnia o, al contrario, ipersonnia cioè il soggetto dorme in continuazione.

Mano a mano che la malattia progredisce il soggetto inizia a trascurare l'igene personale, non si lava più, non si pettina, non si veste e gira in pigiama per casa, nei casi più gravi il paziente è ridotto a letto, farlo alzare è un'impresa, tutti gli istinti vitali sono colpiti e spesso il paziente inizia a dire "Non posso vivere così, meglio morire" Non bisogna sottovalutare queste frasi perchè la depressione può portare al suicidio, fatto seriamente e che il più delle volte riesce.

Come distinguere all'inizio una normale depressione da una patologica?
è semplice, quella patologica insorge senza nessun evento scatenante esterno. Tipica la frase dei pazienti "Avrei tutto per essere felice, ma sono tremendamente depresso" questo tipo di depressione abbisogna urgentemente dell'aiuto di un'analista perchè insieme all'anoressia nervosa è la malattia che può portare a morte per suicidio.

Attenzione alla credenza che ci si può curare solo con gli psicofarmaci, primo perchè come al solito allievano il sintomo ma non agiscono sulla causa e poi per un eventuale effetto collaterale devastante. Il paziente che non ha neppure più la forza di alzarsi dal letto, può trarre dallo psicofarmaco quella forza residua per alzarsi dal letto e tentare il suicidio.

Il suicidio è il maggior rischio di questa malattia, attenzione alle reazioni paradosse, d'improvviso il paziente sembra allegro, scherza e ride, sembra queasi euforico e si è portati a pensare ad un miglioramento, invece ha deciso di uccidersi e questa decisione lo fa sentire liberato per sempre dalla terribile sofferenza che lo attanaglia, per cui si ha questo falso miglioramento che però è un segnale di suicidio imminente.

Di depressione si guarisce, anche questa malattia deriva da conflitti inconsci infantili che, una volta risolti con l'analisi, riportano il paziente ad una vita normale, a risentire i sapori e gli odori, facoltà che aveva perso, a risentirsi pieno di energia e ad apprezzare la bellezza della vita e le sue gioie, cosa che prima sembrava impossibile. Ricordo il commento di un paziente guarita dopo un profondo lavoro analitico "è questa la vita? Ma è meravigliosa! Adesso mi accorgo sel sole, dei fiori, di quanto è buono il cibo, di com'è bello fare l'amore con il mio ragazzo e intorno a me vedo tanta luce e tanti colori" Sono queste le soddisfazioni che ripagano noi analisti del nostro faticoso lavoro!

Gianna Porri

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