Ci viene inviato dal Gemelli di Roma un paziente che si è recato all'Ospedale in ambulanza con tutti i sintomi dell'infarto, essi erano così convincenti che in un primo momento i sanitari ci hanno creduto e lo hanno monitorato, è risultato essere fisicamente completamente sano, viene così consigliato di recarsi al nostro ambulatorio.
Il paziente si presenta appoggiandosi da una parte ad un bastone e dall'altra alla moglie, andatura ricurva e molto cauta, sembra un vecchietto ma ha 40 anni. La prima cosa che faccio è di dichiarare che voglio parlare con il paziente da solo, di malavoglia la moglie esce. Appena soli il paziente si lancia in accuse vibrate contro i medici che non hanno capito nulla, lui ha avuto un infarto e non si sta riprendendo più!
Gli faccio subito notare che gli esami non hanno rilevato nulla, ma inutilmente, il paziente rimane convinto di essere stato vittima di un infarto e descrive l'evento. Stava guidando guando all'improvviso ha sentito come una scossa attraversargli tutto il corpo, il cuore impazzito e un forte dolore al petto, non sentiva più ne mani ne piedi e si è fermato e accasciato sul volante, era sicuro di star morendo ed ha cominciato e gridare aiuto, hanno chiamato un ambulanza e portato all'Ospedale.
Riconosco subito l'attacco di panico, ma il paziente è molto lontano dall'idea di un disturbo psicologico, passo le prime sedute portando semplici esempi, tipo se gli era mai capitato di avere mal di stomaco o diarrea dopo un'arrabbiatura e lui risponde di si, con molti esempi di questo tipo si comincia a mostrare al paziente quanto la psiche possa influire sul fisico e gli si comunica anche che lui continua ad essere convinto di avere avuto un infarto.
Il paziente rimane molto colpito e mi chiede se gli leggo nella testa, ridendo rispondo che non sono una maga ma che la cosa mi sembra evidente, si inizia a dimostrare al paziente che viene compreso. L'atmosfera cambia, egli appare meno diffidente e comicia a credere in ciò che gli dico e quando lo invito a parlarmi di sè invece che dei sintomi acconsente.
Si apprende che il paziente ha perso la madre per un cancro al seno all'età di 8 anni e successivamente il padre all'età di 18 anni, in entrambi i casi gli viene impedito di piangere perchè "Gli uomini non piangono" Comprendo così che il vero problema del paziente sono questi lutti non elaborati, queste lacrime non versate, è molto difficile far capire la correlazione fra questi eventi e quello attuale, egli oppone molte resistenze.
Si dipinge come un super macho, uno che fa i pesi, molto sport e ha un'attività sessuale molto intensa, tutto questo prima dell'infarto. Con molta pazienza si ripete a lungo che il dolore non espresso ha creato una tensione molto forte e che una lite con un collega, avvenuta prima dello "Infarto" è stata la causa scatenante del suo disturbo che si chiama attacco di panico ed è facilmente curabile,
Dopo qualche mese i miei sforzi vengono premiati, il paziente parla molto dei suoi lutti e finalmente si scioglie in un pianto liberatorio, passa alcune sedute a piangere per le persone perdute, si concede finalmente di vivere appieno tutto il dolore connesso a questi eventi. Parla inoltre del matrimonio, del rapporto con una moglie molto forte e volitiva e di tutta la sua vita. Dopo un pò di tempo con sorpresa dichiara di sentirsi molto meglio, di non aver più chiamato la guardia medica e di non avere più sintomi.
Le ultime sedute si consolida il benessere del paziente, ricomincia a fare ginnastica, ad avere rapporti con la moglie, ritorna al lavoro che aveva lasciato, la postura cambia, il tronco viene rialzato, il petto aperto, l'andatura torna normale. Il paziente mi comunica che non credeva affatto che si potesse guarire con le parole ma che in effetti egli si sente bene, l'ultima seduta mi saluta e mi ringrazia commosso ed io lo vedo andare via di nuovo con l'andatura da macho ed è finalmento tornato il quarantenne sportivo che era stato prima dell'attacco di panico. In tutto la terapia è durata 6 mesi ed a un controllo successivo il paziente risultava stare in ottima salute psicofisica.
Gianna Porri
sabato 6 dicembre 2008
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