Quando una persona sta male ha anche il problema di non sapere da quale specialista andare, cè una grande confusione fra Psicologo, Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Neurologo.
Cerchiamo di fare un pò di ordine:
Lo Psicologo è un laureato in Psicologia, dalla laurea può prendere qualsiasi specializzazzione, di Psicoterapeuta, ma anche di Psicologo del lavoro, forense, delle organizzazzioni, insomma dopo la laurea ci vuole una specializzazzione.
Lo Psichiatra ha una laurea in medicina, anche lui può prendere una specializzazzione in Terapia o in Psicoanalisi.
Lo Psicoterapeuta, è uno Psicologo, o un medico che ha preso questa specializzazzione, ma le Psicoterapie sono ben di 400 tipi diversi.
Lo Psicoanalista è uno Psicologo o uno Psichiatra che si è specializzato in Psicoanalisi che è la specializzazzione più lunga che esista, pensate che per fare un'analista ci vogliono minimo 10 anni.
Il Neurologo, ecco uno specialista che spesso viene consultato ma che non c'entra nulla con la psiche, si occupa di malattie neurologiche, come l'epilessia, la sclerosi a placche ecc....invece è quasi sempre il primo ad essere erroneamente consultato.
In conclusione quando andate da uno Psi chiedete di che formazione è, se è un'analista o un cognitivista ecc....avete il diritto di sapere a quale terapia vi state sottoponendo, può non essere quella adatta a voi. Osservate inoltre se il rapporto è buono e vi trovate a vostro agio, se provate simpatia per il curante o no, anche questi sono particolari importantissimi perchè scegliendo quello giusto guarire si può!
Gianna Porri
martedì 9 dicembre 2008
ISTERIA
L'isteria è una malattia riconosciuta da tutti, l'isterico infatti si comporta in modo inequivocabile, urla e sterpita per un nonnulla, facilmente può rotolarsi per terra facedo scene da film, gli isterici sono istrionici, sembra sempre che stiano recitando una parte, ma non recitano affatto, sono proprio così, l'isterico è impulso puro. Mentre nelle persone normali si ha l'impulso, il pensiero e poi l'azione, nell'isterico c'è una specie di cortocircuito : Impulso-azione, saltando completamente il pensiero.
L'isteria fu la prima malattia nervosa studiata e scoperta da Freud, alla sua epoca la maggioranza della donne era affetta da isteria in ragione della grande repressione sessuale in uso all'epoca. Le isteriche giungevano fino alla paralisi isterica e si poteva allora assistere a guarigioni miracolose, sotto l'effetto dell'ipnosi, la prima cura usata da Freud, donne in carrozzella si alzavano e camminavano fra lo stupore dei medici.
Oggi questo tipo di patologie non si riscontra più data la grande libertà dei costumi sessuali, poichè l'isteria era strettamente legata alla repressione sessuale. L'isterica di oggi è semplicemente una persona che scatta in insulti e grida alla minima critica o se gli viene negato qualcosa che vogliono, sono insomma come dei bambini capricciosi ai quali si nega il lecca lecca.
L'isteria è la meno grave delle malattie per il soggetto stesso, perchè a parte un ansia fluttuante e continue arrabbiature con urli e pianti, non sono pericolosi a stessi, ma sono molto difficili da sopportare per gli altri, che non riescono a seguire i loro ragionamenti contorti. Esempio, una mia paziente fece una scenata spaventosa alla sua migliore amica perchè durante una cena venne colpita da emicrania e i 2 uomini presenti si offrirono di accompagnarla a casa, uno guidando la sua macchina poichè stava molto male.
Il risultato fu che venne accusata dall'isterica di essersi volutamente portata via i 2 uomini presenti, le furono destinati i peggiori insulti e a nulla servirono le spiegazioni e i tentativi di farla ragionare, dato che le abitazioni erano molto vicine, se avessero voluto gli uomini sarebbero facilmente tornati da lei. Altri urli e accuse di insinuazioni che gli uomini fossero fuggiti da lei quando era l'amica cattiva che se li era rapiti e portati via.
In analisi questi pazienti mettono a dura prova la pazienza dell'analista, qualunque cosa venga detta viene male interpretata e presa come un accusa e la reazione è sempre di strepiti e accuse all'analista di non capire nulla, di aver aggredito la paziente con interpretazioni stupide e offensive.
Un esempio è di una paziente che si lamentava del fatto che sua madre le regalasse dei filetti interi, quando l'analista osò dire"Ma non pensa che sua madre creda di fare una buona cosa per lei?" Cominciò a urlare che bisognava essere stupidi per pensare che lei si mangiasse un filetto intero o che desse cene tutte le sere (In realtà i tanto contestati filetti venivano proprio usati per dare cene) e che io davo sempre ragione a quella stronza di sua madre. Immaginate tutta una seduta così, questa è l'isterica!
Anche dall'isteria si guarisce con l'analisi, nel senso che scompare l'ansia che questi pazienti avvertono quasi continuativamente, ma restano sempre un carattere isterico, pronto ad inveire alla minima provocazione, così come l'ossessivo guarito rimane una persona puntuale, precisa e onestissima, questi sono caratteri e non vengono cambiati, viene guarita solo la malattia
Gianna Porri
L'isteria fu la prima malattia nervosa studiata e scoperta da Freud, alla sua epoca la maggioranza della donne era affetta da isteria in ragione della grande repressione sessuale in uso all'epoca. Le isteriche giungevano fino alla paralisi isterica e si poteva allora assistere a guarigioni miracolose, sotto l'effetto dell'ipnosi, la prima cura usata da Freud, donne in carrozzella si alzavano e camminavano fra lo stupore dei medici.
Oggi questo tipo di patologie non si riscontra più data la grande libertà dei costumi sessuali, poichè l'isteria era strettamente legata alla repressione sessuale. L'isterica di oggi è semplicemente una persona che scatta in insulti e grida alla minima critica o se gli viene negato qualcosa che vogliono, sono insomma come dei bambini capricciosi ai quali si nega il lecca lecca.
L'isteria è la meno grave delle malattie per il soggetto stesso, perchè a parte un ansia fluttuante e continue arrabbiature con urli e pianti, non sono pericolosi a stessi, ma sono molto difficili da sopportare per gli altri, che non riescono a seguire i loro ragionamenti contorti. Esempio, una mia paziente fece una scenata spaventosa alla sua migliore amica perchè durante una cena venne colpita da emicrania e i 2 uomini presenti si offrirono di accompagnarla a casa, uno guidando la sua macchina poichè stava molto male.
Il risultato fu che venne accusata dall'isterica di essersi volutamente portata via i 2 uomini presenti, le furono destinati i peggiori insulti e a nulla servirono le spiegazioni e i tentativi di farla ragionare, dato che le abitazioni erano molto vicine, se avessero voluto gli uomini sarebbero facilmente tornati da lei. Altri urli e accuse di insinuazioni che gli uomini fossero fuggiti da lei quando era l'amica cattiva che se li era rapiti e portati via.
In analisi questi pazienti mettono a dura prova la pazienza dell'analista, qualunque cosa venga detta viene male interpretata e presa come un accusa e la reazione è sempre di strepiti e accuse all'analista di non capire nulla, di aver aggredito la paziente con interpretazioni stupide e offensive.
Un esempio è di una paziente che si lamentava del fatto che sua madre le regalasse dei filetti interi, quando l'analista osò dire"Ma non pensa che sua madre creda di fare una buona cosa per lei?" Cominciò a urlare che bisognava essere stupidi per pensare che lei si mangiasse un filetto intero o che desse cene tutte le sere (In realtà i tanto contestati filetti venivano proprio usati per dare cene) e che io davo sempre ragione a quella stronza di sua madre. Immaginate tutta una seduta così, questa è l'isterica!
Anche dall'isteria si guarisce con l'analisi, nel senso che scompare l'ansia che questi pazienti avvertono quasi continuativamente, ma restano sempre un carattere isterico, pronto ad inveire alla minima provocazione, così come l'ossessivo guarito rimane una persona puntuale, precisa e onestissima, questi sono caratteri e non vengono cambiati, viene guarita solo la malattia
Gianna Porri
lunedì 8 dicembre 2008
Ossessioni e compulsioni
La malattia ossessiva è molto tormentosa per il soggetto che la vive, anche se queste persone sono socialmente molto apprezzate poichè sono puntuali, serie, grandi lavoratrici istancabili, pagano puntualmente ogni cosa, insomma quasi perfette, infatti la loro aspirazione è quella di raggiungere la perfezione più assoluta, cosa impossibile per un essere umano.
I sintomi sono, ruminazione, il paziente pensa ossessivamente a qualcosa, può essere di poco conto, una frase detta poco prima "Avrò fatto bene a dire così? E se invece avessi detto cosà? Perchè ho detto proprio quella frase? E se adesso questa persona pensa male di me? Possono andare avanti ore a ruminare così, come si vede il tratto saliente è il dubbio, non sono mai certi di aver fatto qualcosa bene, si chiedono sempre se avessero potuto fare diversamente e sono totalmente assorbiti da questi pensieri, tanto che di loro si dice che non pensano, ma sono pensati, poichè questo ruminare è del tutto involontario.
Altri sintomi più gravi sono la disposizione degli oggetti "Un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto" Essi dispongono gli oggetti con cura meticolosa e se vengono spostati viene scatenata una crisi di ansia, il che dimostra a cosa servono questi rituali, ad evitare l'ansia. Abbiamo parlato di ansia flutuante, libera, questa ansia invece è legata, frenata da questi rituali.
Ricordo un paziente che prima di dormire doveva mettere la sveglia in un certo posto, il cuscino messo in modo particolare, farsi 3 volte il segno della croce, mettere un libro al solito posto, le coperte dovevano sempre arrivare fino al collo, doveva contare fino a 100, spengere e accendere la luce 3 volte e finalmente poteva dormire. Questi vengono chiamati rituali.
Altra particolarità è l'ossessione per lo sporco, ci sono pazienti che devono lavarsi le mani 20 volte ogni mezz'ora, farsi 5 docce al giorno ad ore prefissate, pulire meticolosamente casa, scrivania, ogni oggetto che toccano, i vestiti devono essere sempre di lavanderia, si cambiano anche 3 volte al giorno, spesso tuti questi lavaggi arrivano a procurare delle fastidiose dermatiti ma questo non li fa recedere nei loro rituali.
Cosa c'è dietro? Una inconscia attrazzione per lo sporco, le cose sporche, in ultima analisi le cose sessuali ritenute sporche e di questa propensione inconscia essi si devono depurare con tutti questi rituali. Come potete capire la qualità della vita è gravemente compromessa in caso di ossessività grave che esprime tutti questi sintomi messi assieme, a volte si ha solo la ruminazione come sintomo ed è la forma meno grave, nessuno può accorgersi della malattia della persona, negli altri casi il disagio è conclamato.
Io ho trovato bambini di 8 anni affetti da questa sindrome, se avete un figlio che si lava spesso le mani, non tollera che vengano spostati oggetti ecc...non ne ridete e non lo sgridate, ma portatelo di corsa da un'analista perchè è destinato a sviluppare una grave nevrosi ossessiva da grande che gli impedirà una vita normale.
L'ossessivo è il paziente che ha più beneficio dall'analisi, perchè di solito sono persone di grande intelligenza, colte e portate al ragionamento, la guarigione non è difficile, anche se sono pazienti molto stancanti perchè per raccontare che sono stati a cena con un amico descrivono minuziosamente il ristorante, la tovaglia, i piatti, le portate mangiate ecc...Però sanno benissimo di essere malate e mettono un grande impegno nella guarigione, come in ogni altra cosa, guarigione che non tarda ad arrivare.
Gianna Porri
I sintomi sono, ruminazione, il paziente pensa ossessivamente a qualcosa, può essere di poco conto, una frase detta poco prima "Avrò fatto bene a dire così? E se invece avessi detto cosà? Perchè ho detto proprio quella frase? E se adesso questa persona pensa male di me? Possono andare avanti ore a ruminare così, come si vede il tratto saliente è il dubbio, non sono mai certi di aver fatto qualcosa bene, si chiedono sempre se avessero potuto fare diversamente e sono totalmente assorbiti da questi pensieri, tanto che di loro si dice che non pensano, ma sono pensati, poichè questo ruminare è del tutto involontario.
Altri sintomi più gravi sono la disposizione degli oggetti "Un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto" Essi dispongono gli oggetti con cura meticolosa e se vengono spostati viene scatenata una crisi di ansia, il che dimostra a cosa servono questi rituali, ad evitare l'ansia. Abbiamo parlato di ansia flutuante, libera, questa ansia invece è legata, frenata da questi rituali.
Ricordo un paziente che prima di dormire doveva mettere la sveglia in un certo posto, il cuscino messo in modo particolare, farsi 3 volte il segno della croce, mettere un libro al solito posto, le coperte dovevano sempre arrivare fino al collo, doveva contare fino a 100, spengere e accendere la luce 3 volte e finalmente poteva dormire. Questi vengono chiamati rituali.
Altra particolarità è l'ossessione per lo sporco, ci sono pazienti che devono lavarsi le mani 20 volte ogni mezz'ora, farsi 5 docce al giorno ad ore prefissate, pulire meticolosamente casa, scrivania, ogni oggetto che toccano, i vestiti devono essere sempre di lavanderia, si cambiano anche 3 volte al giorno, spesso tuti questi lavaggi arrivano a procurare delle fastidiose dermatiti ma questo non li fa recedere nei loro rituali.
Cosa c'è dietro? Una inconscia attrazzione per lo sporco, le cose sporche, in ultima analisi le cose sessuali ritenute sporche e di questa propensione inconscia essi si devono depurare con tutti questi rituali. Come potete capire la qualità della vita è gravemente compromessa in caso di ossessività grave che esprime tutti questi sintomi messi assieme, a volte si ha solo la ruminazione come sintomo ed è la forma meno grave, nessuno può accorgersi della malattia della persona, negli altri casi il disagio è conclamato.
Io ho trovato bambini di 8 anni affetti da questa sindrome, se avete un figlio che si lava spesso le mani, non tollera che vengano spostati oggetti ecc...non ne ridete e non lo sgridate, ma portatelo di corsa da un'analista perchè è destinato a sviluppare una grave nevrosi ossessiva da grande che gli impedirà una vita normale.
L'ossessivo è il paziente che ha più beneficio dall'analisi, perchè di solito sono persone di grande intelligenza, colte e portate al ragionamento, la guarigione non è difficile, anche se sono pazienti molto stancanti perchè per raccontare che sono stati a cena con un amico descrivono minuziosamente il ristorante, la tovaglia, i piatti, le portate mangiate ecc...Però sanno benissimo di essere malate e mettono un grande impegno nella guarigione, come in ogni altra cosa, guarigione che non tarda ad arrivare.
Gianna Porri
La Depressione
La depressione è una reazione normale agli eventi della vita, quante volte sentiamo dire "Oggi sono depresso" tutti abbiamo sperimentato questo tipo di depressione, un lutto, la perdita di un lavoro, di un amore ecc... procurano il cosidetto "Umore nero" Questo non impedisce però al soggetto di svolgere i normali compiti della vita, anche se avverte più fatica e tende ad isolarsi fino a che dura la depressione.
Esiste però una depressione patologica che impedisce quasi ogni attività, il soggetto è estremamente stanco, piange senza motivo all'improvviso, diminuiscono appetito e desiderio di avere rapporti sessuali, il sonno è disturbato, si può avere insonnia o, al contrario, ipersonnia cioè il soggetto dorme in continuazione.
Mano a mano che la malattia progredisce il soggetto inizia a trascurare l'igene personale, non si lava più, non si pettina, non si veste e gira in pigiama per casa, nei casi più gravi il paziente è ridotto a letto, farlo alzare è un'impresa, tutti gli istinti vitali sono colpiti e spesso il paziente inizia a dire "Non posso vivere così, meglio morire" Non bisogna sottovalutare queste frasi perchè la depressione può portare al suicidio, fatto seriamente e che il più delle volte riesce.
Come distinguere all'inizio una normale depressione da una patologica?
è semplice, quella patologica insorge senza nessun evento scatenante esterno. Tipica la frase dei pazienti "Avrei tutto per essere felice, ma sono tremendamente depresso" questo tipo di depressione abbisogna urgentemente dell'aiuto di un'analista perchè insieme all'anoressia nervosa è la malattia che può portare a morte per suicidio.
Attenzione alla credenza che ci si può curare solo con gli psicofarmaci, primo perchè come al solito allievano il sintomo ma non agiscono sulla causa e poi per un eventuale effetto collaterale devastante. Il paziente che non ha neppure più la forza di alzarsi dal letto, può trarre dallo psicofarmaco quella forza residua per alzarsi dal letto e tentare il suicidio.
Il suicidio è il maggior rischio di questa malattia, attenzione alle reazioni paradosse, d'improvviso il paziente sembra allegro, scherza e ride, sembra queasi euforico e si è portati a pensare ad un miglioramento, invece ha deciso di uccidersi e questa decisione lo fa sentire liberato per sempre dalla terribile sofferenza che lo attanaglia, per cui si ha questo falso miglioramento che però è un segnale di suicidio imminente.
Di depressione si guarisce, anche questa malattia deriva da conflitti inconsci infantili che, una volta risolti con l'analisi, riportano il paziente ad una vita normale, a risentire i sapori e gli odori, facoltà che aveva perso, a risentirsi pieno di energia e ad apprezzare la bellezza della vita e le sue gioie, cosa che prima sembrava impossibile. Ricordo il commento di un paziente guarita dopo un profondo lavoro analitico "è questa la vita? Ma è meravigliosa! Adesso mi accorgo sel sole, dei fiori, di quanto è buono il cibo, di com'è bello fare l'amore con il mio ragazzo e intorno a me vedo tanta luce e tanti colori" Sono queste le soddisfazioni che ripagano noi analisti del nostro faticoso lavoro!
Gianna Porri
Esiste però una depressione patologica che impedisce quasi ogni attività, il soggetto è estremamente stanco, piange senza motivo all'improvviso, diminuiscono appetito e desiderio di avere rapporti sessuali, il sonno è disturbato, si può avere insonnia o, al contrario, ipersonnia cioè il soggetto dorme in continuazione.
Mano a mano che la malattia progredisce il soggetto inizia a trascurare l'igene personale, non si lava più, non si pettina, non si veste e gira in pigiama per casa, nei casi più gravi il paziente è ridotto a letto, farlo alzare è un'impresa, tutti gli istinti vitali sono colpiti e spesso il paziente inizia a dire "Non posso vivere così, meglio morire" Non bisogna sottovalutare queste frasi perchè la depressione può portare al suicidio, fatto seriamente e che il più delle volte riesce.
Come distinguere all'inizio una normale depressione da una patologica?
è semplice, quella patologica insorge senza nessun evento scatenante esterno. Tipica la frase dei pazienti "Avrei tutto per essere felice, ma sono tremendamente depresso" questo tipo di depressione abbisogna urgentemente dell'aiuto di un'analista perchè insieme all'anoressia nervosa è la malattia che può portare a morte per suicidio.
Attenzione alla credenza che ci si può curare solo con gli psicofarmaci, primo perchè come al solito allievano il sintomo ma non agiscono sulla causa e poi per un eventuale effetto collaterale devastante. Il paziente che non ha neppure più la forza di alzarsi dal letto, può trarre dallo psicofarmaco quella forza residua per alzarsi dal letto e tentare il suicidio.
Il suicidio è il maggior rischio di questa malattia, attenzione alle reazioni paradosse, d'improvviso il paziente sembra allegro, scherza e ride, sembra queasi euforico e si è portati a pensare ad un miglioramento, invece ha deciso di uccidersi e questa decisione lo fa sentire liberato per sempre dalla terribile sofferenza che lo attanaglia, per cui si ha questo falso miglioramento che però è un segnale di suicidio imminente.
Di depressione si guarisce, anche questa malattia deriva da conflitti inconsci infantili che, una volta risolti con l'analisi, riportano il paziente ad una vita normale, a risentire i sapori e gli odori, facoltà che aveva perso, a risentirsi pieno di energia e ad apprezzare la bellezza della vita e le sue gioie, cosa che prima sembrava impossibile. Ricordo il commento di un paziente guarita dopo un profondo lavoro analitico "è questa la vita? Ma è meravigliosa! Adesso mi accorgo sel sole, dei fiori, di quanto è buono il cibo, di com'è bello fare l'amore con il mio ragazzo e intorno a me vedo tanta luce e tanti colori" Sono queste le soddisfazioni che ripagano noi analisti del nostro faticoso lavoro!
Gianna Porri
sabato 6 dicembre 2008
UN PAZIENTE MOLTO COCCIUTO
Ci viene inviato dal Gemelli di Roma un paziente che si è recato all'Ospedale in ambulanza con tutti i sintomi dell'infarto, essi erano così convincenti che in un primo momento i sanitari ci hanno creduto e lo hanno monitorato, è risultato essere fisicamente completamente sano, viene così consigliato di recarsi al nostro ambulatorio.
Il paziente si presenta appoggiandosi da una parte ad un bastone e dall'altra alla moglie, andatura ricurva e molto cauta, sembra un vecchietto ma ha 40 anni. La prima cosa che faccio è di dichiarare che voglio parlare con il paziente da solo, di malavoglia la moglie esce. Appena soli il paziente si lancia in accuse vibrate contro i medici che non hanno capito nulla, lui ha avuto un infarto e non si sta riprendendo più!
Gli faccio subito notare che gli esami non hanno rilevato nulla, ma inutilmente, il paziente rimane convinto di essere stato vittima di un infarto e descrive l'evento. Stava guidando guando all'improvviso ha sentito come una scossa attraversargli tutto il corpo, il cuore impazzito e un forte dolore al petto, non sentiva più ne mani ne piedi e si è fermato e accasciato sul volante, era sicuro di star morendo ed ha cominciato e gridare aiuto, hanno chiamato un ambulanza e portato all'Ospedale.
Riconosco subito l'attacco di panico, ma il paziente è molto lontano dall'idea di un disturbo psicologico, passo le prime sedute portando semplici esempi, tipo se gli era mai capitato di avere mal di stomaco o diarrea dopo un'arrabbiatura e lui risponde di si, con molti esempi di questo tipo si comincia a mostrare al paziente quanto la psiche possa influire sul fisico e gli si comunica anche che lui continua ad essere convinto di avere avuto un infarto.
Il paziente rimane molto colpito e mi chiede se gli leggo nella testa, ridendo rispondo che non sono una maga ma che la cosa mi sembra evidente, si inizia a dimostrare al paziente che viene compreso. L'atmosfera cambia, egli appare meno diffidente e comicia a credere in ciò che gli dico e quando lo invito a parlarmi di sè invece che dei sintomi acconsente.
Si apprende che il paziente ha perso la madre per un cancro al seno all'età di 8 anni e successivamente il padre all'età di 18 anni, in entrambi i casi gli viene impedito di piangere perchè "Gli uomini non piangono" Comprendo così che il vero problema del paziente sono questi lutti non elaborati, queste lacrime non versate, è molto difficile far capire la correlazione fra questi eventi e quello attuale, egli oppone molte resistenze.
Si dipinge come un super macho, uno che fa i pesi, molto sport e ha un'attività sessuale molto intensa, tutto questo prima dell'infarto. Con molta pazienza si ripete a lungo che il dolore non espresso ha creato una tensione molto forte e che una lite con un collega, avvenuta prima dello "Infarto" è stata la causa scatenante del suo disturbo che si chiama attacco di panico ed è facilmente curabile,
Dopo qualche mese i miei sforzi vengono premiati, il paziente parla molto dei suoi lutti e finalmente si scioglie in un pianto liberatorio, passa alcune sedute a piangere per le persone perdute, si concede finalmente di vivere appieno tutto il dolore connesso a questi eventi. Parla inoltre del matrimonio, del rapporto con una moglie molto forte e volitiva e di tutta la sua vita. Dopo un pò di tempo con sorpresa dichiara di sentirsi molto meglio, di non aver più chiamato la guardia medica e di non avere più sintomi.
Le ultime sedute si consolida il benessere del paziente, ricomincia a fare ginnastica, ad avere rapporti con la moglie, ritorna al lavoro che aveva lasciato, la postura cambia, il tronco viene rialzato, il petto aperto, l'andatura torna normale. Il paziente mi comunica che non credeva affatto che si potesse guarire con le parole ma che in effetti egli si sente bene, l'ultima seduta mi saluta e mi ringrazia commosso ed io lo vedo andare via di nuovo con l'andatura da macho ed è finalmento tornato il quarantenne sportivo che era stato prima dell'attacco di panico. In tutto la terapia è durata 6 mesi ed a un controllo successivo il paziente risultava stare in ottima salute psicofisica.
Gianna Porri
Il paziente si presenta appoggiandosi da una parte ad un bastone e dall'altra alla moglie, andatura ricurva e molto cauta, sembra un vecchietto ma ha 40 anni. La prima cosa che faccio è di dichiarare che voglio parlare con il paziente da solo, di malavoglia la moglie esce. Appena soli il paziente si lancia in accuse vibrate contro i medici che non hanno capito nulla, lui ha avuto un infarto e non si sta riprendendo più!
Gli faccio subito notare che gli esami non hanno rilevato nulla, ma inutilmente, il paziente rimane convinto di essere stato vittima di un infarto e descrive l'evento. Stava guidando guando all'improvviso ha sentito come una scossa attraversargli tutto il corpo, il cuore impazzito e un forte dolore al petto, non sentiva più ne mani ne piedi e si è fermato e accasciato sul volante, era sicuro di star morendo ed ha cominciato e gridare aiuto, hanno chiamato un ambulanza e portato all'Ospedale.
Riconosco subito l'attacco di panico, ma il paziente è molto lontano dall'idea di un disturbo psicologico, passo le prime sedute portando semplici esempi, tipo se gli era mai capitato di avere mal di stomaco o diarrea dopo un'arrabbiatura e lui risponde di si, con molti esempi di questo tipo si comincia a mostrare al paziente quanto la psiche possa influire sul fisico e gli si comunica anche che lui continua ad essere convinto di avere avuto un infarto.
Il paziente rimane molto colpito e mi chiede se gli leggo nella testa, ridendo rispondo che non sono una maga ma che la cosa mi sembra evidente, si inizia a dimostrare al paziente che viene compreso. L'atmosfera cambia, egli appare meno diffidente e comicia a credere in ciò che gli dico e quando lo invito a parlarmi di sè invece che dei sintomi acconsente.
Si apprende che il paziente ha perso la madre per un cancro al seno all'età di 8 anni e successivamente il padre all'età di 18 anni, in entrambi i casi gli viene impedito di piangere perchè "Gli uomini non piangono" Comprendo così che il vero problema del paziente sono questi lutti non elaborati, queste lacrime non versate, è molto difficile far capire la correlazione fra questi eventi e quello attuale, egli oppone molte resistenze.
Si dipinge come un super macho, uno che fa i pesi, molto sport e ha un'attività sessuale molto intensa, tutto questo prima dell'infarto. Con molta pazienza si ripete a lungo che il dolore non espresso ha creato una tensione molto forte e che una lite con un collega, avvenuta prima dello "Infarto" è stata la causa scatenante del suo disturbo che si chiama attacco di panico ed è facilmente curabile,
Dopo qualche mese i miei sforzi vengono premiati, il paziente parla molto dei suoi lutti e finalmente si scioglie in un pianto liberatorio, passa alcune sedute a piangere per le persone perdute, si concede finalmente di vivere appieno tutto il dolore connesso a questi eventi. Parla inoltre del matrimonio, del rapporto con una moglie molto forte e volitiva e di tutta la sua vita. Dopo un pò di tempo con sorpresa dichiara di sentirsi molto meglio, di non aver più chiamato la guardia medica e di non avere più sintomi.
Le ultime sedute si consolida il benessere del paziente, ricomincia a fare ginnastica, ad avere rapporti con la moglie, ritorna al lavoro che aveva lasciato, la postura cambia, il tronco viene rialzato, il petto aperto, l'andatura torna normale. Il paziente mi comunica che non credeva affatto che si potesse guarire con le parole ma che in effetti egli si sente bene, l'ultima seduta mi saluta e mi ringrazia commosso ed io lo vedo andare via di nuovo con l'andatura da macho ed è finalmento tornato il quarantenne sportivo che era stato prima dell'attacco di panico. In tutto la terapia è durata 6 mesi ed a un controllo successivo il paziente risultava stare in ottima salute psicofisica.
Gianna Porri
mercoledì 3 dicembre 2008
ANSIA COME SEGNALE
L'ansia è una reazione normale di fronte ad eventi stressanti della vita, si manifesta con palpitazioni, senso di catastrofe imminente, sudorazione, respiro affannoso, spesso tremori e formicolii a mani e piedi.
Se però manca un evento stressante e si avvertono comunque questi sintomi siamo in presenza di un ansia patologica, è utile notarla e non far finta di niente perchè è un segnale che la struttura psichica si va scompensando, che si stà cioè passando ad una fase di malattia.
Bisogna recarsi senza indugi da un'analista perchè un ansia prolungata nel tempo può portare a quel terribile evento che è l'attaco di panico di cui abbiamo già parlato, curare in tempo l'ansia significa allontanere per sempre questo pericolo.
L'ansia senza oggetto, ovvero senza un motivo, deriva da un conflitto inconscio, che come tale, non viene percepito dalla coscenza del paziente, solo il paziente e accurato lavoro dell'analista può penetrare nell'inconscio e trovare la causa dell'ansia che ha volte può dipendere da accadimenti avvenuti nei primi anni di vita.
Una volta trovato l'evento che ha causato l'insorgere dell'ansia, il paziente lo rivivrà sotto la guida attenta dell'analista e in un ambiente protetto, imparerà a controllare l'ansia perchè allora diverrà cosciente e sarà sotto il controllo dell'Io del paziente.
Oltre ad uno stato d'ansia "Fluttuante" cioè continuato e più o meno sempre della stessa intensità si possono avere degli attacchi di ansia che vanno distinti dagli attacchi di panico anche se sembrano simili, infatti anche nell'attacco di ansia si ha tachicardia, respiro corto e affannoso, sudorazione profusa, sensazione di perdita di controllo.
Vi sono però importanti differenze, intanto i sintomi sono molto più leggeri, manca il senso di morte imminente e la sensazione di impazzire e non si arriva al vero e proprio terrore, talvolta l'attacco può cessare se si sta vicino ad una persona tranquillizzante, che mantiene la calma e parla con voce ferma, ma dolce al paziente.
In analisi gli attacchi di ansia passano abbastanza rapidamente con una giusta interpretazione e con la rassicurazione che non sta per accadere nulla di terribile, spesso si sciolgono in un pianto liberatorio, dopo di che il paziente si sente estremamente sollevato, molti dicono che è come se gli avessero tolto un masso dal petto.
Le mie raccomandazioni sono 2 : Se soffrite di ansia senza motivo, tutto va bene eppure voi avete la perenne impressione che stia per accadere qualcosa di terribile, oppure se avete motivi oggettivi di essere ansiosi, per esempio avete perso il lavoro, ma l'ansia diventa dilagante e non c'è più un momento libero, diventa cioè paralizzante e vi impedisce anche di cercarvi un nuovo lavoro, andate subito da un'analista prima che la situazione si aggravi, curate la vostra mente come curereste il vostro corpo, perchè un disturbo psicologico può essere più invalidante di uno fisico.
Gianna Porri
Se però manca un evento stressante e si avvertono comunque questi sintomi siamo in presenza di un ansia patologica, è utile notarla e non far finta di niente perchè è un segnale che la struttura psichica si va scompensando, che si stà cioè passando ad una fase di malattia.
Bisogna recarsi senza indugi da un'analista perchè un ansia prolungata nel tempo può portare a quel terribile evento che è l'attaco di panico di cui abbiamo già parlato, curare in tempo l'ansia significa allontanere per sempre questo pericolo.
L'ansia senza oggetto, ovvero senza un motivo, deriva da un conflitto inconscio, che come tale, non viene percepito dalla coscenza del paziente, solo il paziente e accurato lavoro dell'analista può penetrare nell'inconscio e trovare la causa dell'ansia che ha volte può dipendere da accadimenti avvenuti nei primi anni di vita.
Una volta trovato l'evento che ha causato l'insorgere dell'ansia, il paziente lo rivivrà sotto la guida attenta dell'analista e in un ambiente protetto, imparerà a controllare l'ansia perchè allora diverrà cosciente e sarà sotto il controllo dell'Io del paziente.
Oltre ad uno stato d'ansia "Fluttuante" cioè continuato e più o meno sempre della stessa intensità si possono avere degli attacchi di ansia che vanno distinti dagli attacchi di panico anche se sembrano simili, infatti anche nell'attacco di ansia si ha tachicardia, respiro corto e affannoso, sudorazione profusa, sensazione di perdita di controllo.
Vi sono però importanti differenze, intanto i sintomi sono molto più leggeri, manca il senso di morte imminente e la sensazione di impazzire e non si arriva al vero e proprio terrore, talvolta l'attacco può cessare se si sta vicino ad una persona tranquillizzante, che mantiene la calma e parla con voce ferma, ma dolce al paziente.
In analisi gli attacchi di ansia passano abbastanza rapidamente con una giusta interpretazione e con la rassicurazione che non sta per accadere nulla di terribile, spesso si sciolgono in un pianto liberatorio, dopo di che il paziente si sente estremamente sollevato, molti dicono che è come se gli avessero tolto un masso dal petto.
Le mie raccomandazioni sono 2 : Se soffrite di ansia senza motivo, tutto va bene eppure voi avete la perenne impressione che stia per accadere qualcosa di terribile, oppure se avete motivi oggettivi di essere ansiosi, per esempio avete perso il lavoro, ma l'ansia diventa dilagante e non c'è più un momento libero, diventa cioè paralizzante e vi impedisce anche di cercarvi un nuovo lavoro, andate subito da un'analista prima che la situazione si aggravi, curate la vostra mente come curereste il vostro corpo, perchè un disturbo psicologico può essere più invalidante di uno fisico.
Gianna Porri
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